Cristiano Banti il pittore gentiluomo

Ritratto di Alaide Banti in giardino 1875


... ho amato sempre l'eleganza nell'arte 
(lettera a G. Uzielli, 1903)

La fama di Cristiano Banti (Santa Croce sull'Arno, 4 gennaio 1824 – Montemurlo, 4 dicembre 1904) oggi è legata all'opera come mecenate e conoscitore, ma fu anche un valido pittore che aderì al gruppo dei Macchiaioli.
Studiò all'Accademia di Siena ricevendo un’impostazione neoclassica, e poi stabilitosi a Firenze frequentò il caffè Michelangelo.
Attratto dalla possibilità di ritrarre la natura secondo i differenti effetti di sole, assieme a Signorini, Borrani, Cabianca e agli altri amici vagabondò per la campagna toscana e ligure – tra Montelupo, Montemurlo e La Spezia - ritraendo la vita quotidiana, nobile e operosa, della campagna. 
Tre contadine in piedi, 1880
Nelle Tre contadine in piedi si coglie la semplicità delle chiacchiere delle ragazze uscite per una passeggiata, riprese in scorcio, appena oltrepassato l'uscio.
 
Giovane trecciaiola

Nella Giovane trecciaiola il profilo della ragazza è reso piu intenso dal fazzoletto che le cinge la testa, mentre con aria seria e sguardo basso intreccia la paglia sulla terrazza chiusa dal muro chiaro e scrostato. 

In via per la chiesa (1870-75)
 

Nell’opera In via per la chiesa (1870-75) Banti ritrae il lento incedere delle donne e bambine che si avviano alla messa del vespro nella calda luce del meriggio. L’orizzonte basso rende monumentali le figure delle popolane che si stagliano, contro l’ampio cielo azzurro, con abiti dai colori luminosi e dai panneggi pesanti.
Nel 1861 andò a Parigi per conoscere la pittura di J. B. Camille Corot e di G. Courbet. Negli anni ’70 cominciarono i dissensi con il gruppo dei Macchiaioli. Dopo un secondo viaggio a Parigi e uno a Londra, dal 1880 si ritirò nelle sue molte ville di campagna. Non mancò mai di aiutare gli amici pittori in difficoltà, ospitandoli in villa e comprandone le opere.
 

Ritratto di Alaide Banti, 1870

La figlia Alaide posò spesso come modella: nel Ritratto (1870) si mischiano reminiscenze letterarie - la contemplazione della rosa- con un’eleganza che richiama lo stile dei preraffaelliti. L’attenzione del pittore è concentrata sugli effetti luminescenti che definiscono il prato, la decorazione a strisce del vestito e l’orizzonte; 

Ritratto di Alaide Banti in giardino 1875


Nel Ritratto in giardino (1875), Adelaide, seduta su una panchina, fasciata in un abito azzurro chiarissimo, è intenta a intrecciare le rose bianche che ha appena raccolto e la sua figura diventa una macchia di luce che fa da contrappunto alla verde oscurità della folta vegetazione. 

Donna che cuce in terrazza

Sembra essere ancora Alaide la donna che cuce sulla terrazza, al tramonto, contro il cielo nuvoloso e un ardito scorcio della facciata della villa. 



Un tranquillo riposo
La donna assorta nei propri pensieri è un tema ricorrente: come ne Un tranquillo riposo,  un dipinto intriso della luce malinconica dell'autunno. Un contrasto d'ombra invade il primo piano e ritaglia una zona di luce intensa nel limitare del giardino tra gli alberi e l'angolo del muretto.


Nonostante i riconoscimenti ufficiali, quali la nomina a professore all'Accademia di Firenze e a membro della commissione di riordinamento degli Uffizi, Banti condusse una vita lontana dai clamori, perennemente insoddisafatto del risultato delle proprie opere.
Il suo epistolario è considerato una risorsa per i giudizi critici sui pittori della macchia, espressi con lucidità e precisione nell'epistolario. Purtroppo ci rimangono solo poche lettere, perchè volle che tutte quelle che testimoniavano le ristrettezze economiche degli amici artisti, fossero distrutte alla sua morte, in modo che la dignità dei suoi amici venisse rispettata. 

Camminando nella pioggia
In realtà il suo più grande lascito sarebbe stata la sua ampia collezione d’arte dei Macchiaioli, ma questa, purtroppo, fu dispersa dopo la morte dell'artista.
A proposito della nuovo stile scrive nel 1875:


Io vorrei vedere un poco l'arte sbarazzata da certi pregiudizi che potrebbero esserci molto nocivi col tempo, gradirei vedere un'arte più splendida trattata con sicurezza e larghezza, più facile, infine, senza rinunziare alle qualità volute e note ormai agli artisti in progresso...

Sull'erba
Per saperne di più: 

Cristiano Banti - DBI Treccani 
Cristiano Banti: L'eleganza nell'arte (Mostra nel 2014 a Montemurlo di Prato) 
S. BIETOLETTI, I Macchiaioli. La storia, gli artisti, le opere, Giunti 2001

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